CITTADINI D’EUROPA: BESANA E BESANÇON SI INCONTRANO NEL SEGNO DELLO SCAMBIO

Dal 22 al 24 aprile 2026, le aule della Scuola Secondaria di Primo Grado "Aldo Moro" hanno respirato un’aria internazionale.

BESANA IN BRIANZA – Dal 22 al 24 aprile 2026, le aule della Scuola Secondaria di Primo Grado “Aldo Moro” hanno respirato un’aria internazionale. Per tre giorni, l’istituto besanese ha aperto le sue porte agli studenti del Collège “Victor Hugo” di Besançon, consolidando un progetto di scambio culturale che, da anni, rappresenta un’eccellenza dell’offerta formativa cittadina.

Un programma tra arte e territorio

Il fitto calendario di attività ha permesso ai giovani ospiti francesi di scoprire le bellezze del nostro territorio in un momento di particolare fermento. La delegazione ha fatto tappa a Milano, ammirando la maestosità del Duomo e passeggiando lungo i Navigli proprio nei giorni della Design Week, immergendosi nell’energia creativa della metropoli.

Non è mancata la scoperta delle eccellenze locali: dal fascino storico-naturale del Parco di Monza e della Villa Reale, fino alla scoperta della città di Besana. Gli studenti hanno visitato il centro storico e goduto del verde di Villa Filippini, trasformata per l’occasione in un’aula a cielo aperto.

Vivere la scuola, scoprire l’altro

Oltre alle visite turistiche, il cuore del progetto è stata l’immersione nella quotidianità. Gli studenti d’Oltralpe hanno affiancato i coetanei italiani durante le lezioni, confrontando metodi di studio e sistemi scolastici. “L’obiettivo non è solo praticare la lingua,” spiega la prof.ssa Crola, “ma mettere in pratica competenze sociali e di cittadinanza attiva. Vedere i ragazzi comunicare, ridere e superare le barriere culturali è la prova che questo strumento di apprendimento è potentissimo”.

Una collaborazione mossa dalla passione

Dietro il successo di questa iniziativa c’è la progettazione della Prof.ssa Simona Crola e della collega francese Clot Verat. Unite da una collaborazione pluriennale e da un entusiasmo contagioso, le due docenti credono fermamente che il contatto diretto tra adolescenti sia la chiave per una crescita consapevole.

“Siamo convinte che l’incontro tra giovani sia il modo più concreto per educare alla cittadinanza europea,” hanno dichiarato. “Vedere il mondo con gli occhi di un coetaneo straniero permette di sviluppare un’apertura mentale e nuove consapevolezze che i libri, da soli, non possono dare”.

Verso un futuro senza confini

In un’epoca che richiede sempre più dialogo, lo scambio Besana-Besançon si conferma un esempio virtuoso di educazione interculturale partecipata. Non si tratta solo di imparare vocaboli nuovi, ma di imparare a essere, insieme, “cittadini del mondo”.

Mentre i ragazzi di Besançon ripartono portando con sé il ricordo della Brianza, alla “Aldo Moro” si pensa già alla prossima tappa: perché la strada per l’Europa passa proprio da questi piccoli, grandi incontri quotidiani.

Una comunità che accoglie: i ringraziamenti

Il successo di un’iniziativa così complessa non sarebbe stato possibile senza il supporto corale della città. Un ringraziamento speciale va al Comune di Besana in Brianza e al Sindaco, che ha voluto omaggiare la delegazione francese con dei libri dedicati al nostro territorio, un gesto simbolico per suggellare questo legame internazionale.

Fondamentale è stato anche il contributo delle realtà produttive locali, che hanno generosamente donato i loro prodotti d’eccellenza, permettendo agli ospiti di “assaporare” la Brianza:

  • Il Fiorista Pozzi
  • Il campo di Beniamino e il sig. Pozzi
  • La Cascina Rampina
  • L’Agriturismo Agrodolce
  • L’Antico Mulino Riboldi
  • La Società Agricola Due Soli

Infine, il momento più dolce e partecipato è stato la merenda franco-italiana, resa speciale dal cuore delle famiglie degli studenti. Con grande entusiasmo, i genitori hanno preparato torte e dolci tipici del nostro territorio, trasformando un semplice momento di pausa in una vera festa dell’accoglienza e dell’amicizia.

È proprio questo gioco di squadra tra scuola, istituzioni, aziende e famiglie a rendere il progetto un esempio unico di cittadinanza viva e partecipata.

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