Ultima modifica: 22 Febbraio 2017

VISITA AL MEMORIALE DELLA SHOAH A MILANO

LunedA� 23 gennaio le classi terze della nostra scuola media si sono recate in gita a Milano.

La partenza A? stata fissata per le 8.30; in pullman ci siamo recati alla Stazione Centrale dove, alle 10.30, era fissata la visita al Memoriale della Shoah. Ad attenderci c’era una guida che ci ha fatto entrare. La prima cosa che abbiamo visto A? stato un enorme muro di cemento con sopra una grande scritta: “INDIFFERENZA”, costruito  per volere di Sofia Dagh, una sopravvissuta ai campi di sterminio.

Proseguendo la visita, la guida ci ha condotto nel luogo dove partivano i vagoni. Siamo saliti su uno di questi per cercare di capire come gli ebrei venivano ammassati in spazi ridotti, costretti a stare in piedi per almeno una settimana di viaggio. Il treno era lento e si fermava di notte. Gli unici alimenti che venivano dati erano sette porzioni di gallette, sette fette di formaggio e sette fette di salame, senza un goccio d’acqua. Dentro a questi vagoni faceva molto freddo in inverno, mente in estate mancava l’acqua e faceva talmente caldo che sembrava di stare in un forno.

I tedeschi consideravano queste persone come carne da macello. Molti morivano e solo i piA? forti riuscivano a sopravvivere. I cadaveri venivano lasciati nel vagone finchA� non si arrivava a destinazione. Solo a quel punto i corpi venivano prelevati  e bruciati nei forni crematori. I sopravvissuti entravano nei campi di sterminio per poi essere smistati dai tedeschi: solo quelli che erano abbastanza forti per lavorare venivano impiegati nel campo, mentre i piA? deboli venivano subito messi nelle camere a gas.

Vicino ai vagoni ca��era un grande schermo dove venivano proiettati tutti i nomi  e i cognomi dei deportati partiti dalla Stazione Centrale. Con il colore arancione erano evidenziati i nomi dei sopravvissuti: solo 29 su circa mille persone.

I deportati che viaggiavano su questi vagoni erano consapevoli che non sarebbero piA? tornati e che andavano incontro a marte certa.

Credo quindi che i sopravvissuti si considerassero come dei miracolati, ma nei loro cuori rimanevano l’angoscia e l’orrore che avevano vissuto nei campi di sterminio.

Davide Vassena viagra for sale, buy dapoxetine online

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